SEDE PERMANENTE:

 

Spazio E

Alzaia Naviglio Grande, 4  MILANO

Indicativamente, quando ci sono mostre in corso: aperto dal mercoledi al sabato ore 15-19

Domenica ore 11 -19

Ingresso Libero. 

mail: aestdelleden@libero.it 

 

Per informazioni mostre e artisti:

galleria.zamenhof@gmail.com

 

Per acquistare opere degli artisti trattati: WHATSAPP 3338032246, CELLULARE 3392939712

 

SEDI ESPOSITIVE CONSOCIATE:

 

 

MUEF Art Gallery

via Angelo Poliziano, 78b - ROMA

 

 

Galleria ItinerArte

Rio Terà della Carità -1046 Dorsoduro  - VENEZIA

 

 

ZAMENHOF ART in 3 punti e poche parole

 

1. Dal 1998 ad oggi Zamenhof Art ha organizzato oltre 400 mostre a Milano, Roma, Napoli, Torino, Venezia,  Ferrara, Piacenza, Lecce e in tutta Italia e realizzato circa 150 cataloghi d'arte, una decina dei quali con l'Editoriale Giorgio Mondadori.

 

2. Gli spazi gestiti in permanenza, dal 1998 ad oggi, a Milano, sono stati : la Basilica di S. Celso (1999-2002), l'Atelier Chagall (2003-2013), la Galleria Mirò (2005/2006), la Galleria Zamenhof (2008-2013), lo Spazio E (dal 2013). A Torino: la Galleria20 (2013/2014). A Ferrara, 2015-2016 la Camel Home Gallery.

 

3. Tra gli spazi più prestigiosi che hanno ospitato mostre e progetti Zamenhof Art, nel corso degli anni, ricordiamo: Castel dell'Ovo a Napoli (2016), Palazzo Racchetta a Ferrara (2010-2015), Palazzo Zenobio a Venezia (2012), Castello di Carlo V a Lecce (2010, 2011, 2012), Castello Estense di Ferrara (2010), Pinacoteca Civica e Palazzina Liberty di Imperia (2009), Castello Malaspina di Massa (2010), Palazzo Guidobono a Tortona (2012)

 

Pur avendo talvolta (raramente) realizzato mostre o cataloghi di artisti storici o storicizzati (come ad esempio Mario Schifano o Riccardo Licata), l'attività di Zamenhof Art è rivolta principalmente alla promozione di artisti giovani o comunque emergenti, out-siders, selezionati sulla base della qualità e dell'originalità, senza nessuna indulgenza a fenomeni di moda, a ragioni di censo o a clientelismi: artisti che siano capaci di coniugare perizia di esecuzione tecnica e freschezza di idee, tradizione e avanguardia, radici culturali e originalità.

 

UN'IDEA DIARTE CONTEMPORANEA CHIAMATA "ZAMENHOF ART"

 

" Il tempo delle Avanguardie è finito. Si è aperto con l’Impressionismo e si è chiuso con la Transavanguardia. Per oltre un secolo ogni nuova generazione di artisti ha cercato di smarcarsi dalla generazione precedente proponendo una nuova, differente idea di arte contemporanea. Ora tutto questo sembra non funzionare più. Il meccanismo pare inceppato. A partire dal discorso generazionale.

 

Il progetto espositivo ed editoriale che da anni risponde al nome di “Zamenhof Art” mette in luce proprio ciò, presentando, di volta in volta, in contesti diversi e con diversi abbinamenti e articolazioni, una nuova ‘generazione’ di artisti che anzichè inseguire il nuovo a tutti i costi, rinnegando il lascito delle generazioni precedenti, cerca piuttosto di definire un linguaggio comune per l’arte contemporanea, una sorta di “koinè”, facendo tesoro delle ‘invenzioni’ delle Avanguardie, attraverso un paziente, complesso, raffinato processo di sintesi e contaminazioni.
E una prova lampante che un certo ‘meccanismo’ sia saltato balena agli occhi di tutti se si sofferma l’attenzione, senza pregiudizi ideologici, su di un fatto concreto, tangibile, facilmente riscontrabile: da molti anni ormai si è annullato un qualsiasi significativo ‘scarto generazionale’. Non a caso nel selezionare opere e artisti per questo progetto che in definitiva mira a definire al meglio che cosa si intenda per ‘Post-Avanguardia’ si è dovuto sempre necessariamente prescindere da vincoli generazionali. 

 

Per la prima volta, da oltre un secolo a questa parte, artisti di tre generazioni differenti stanno uno accanto all’altro e parlano (più o meno) la stessa lingua. E ad ascoltarla con attenzione ci suona come una lingua nuova e antica allo stesso tempo: inaudita eppure riconoscibile. Originale ma decifrabile". (V.P.)

un venerdì da cortile

Aperi-Show sul Naviglio Grande

Teatro / Musica / Arte / Modernariato / Abbigliamento / Home Decor e Servizio Bar

 

Venerdì 8 giugno, h. 19,30: Virgilio Patarini in DIARIO DI UN PAZZO

Venerdì 15 giugno, h. 19,30: Elena Guerrini in VIE DELLE DONNE

Venerdì 22 giugno, h. 19,30: Enrico Cipollini in concerto (voce e chitarra)

 

A Milano, in Alzaia Naviglio Grande, 4, nel cortile interno, una mini rassegna tra teatro e musica, in uno degli angoli più suggestivi della Vecchia Milano: il cortile su cui si affacciano un Atelier di Arte Contemporanea (Spazio E), di Modernariato (Così-Cozy), Abbigliamento (Antropology), Home Decor (Madame Gioia) e il retro del Bar La Darsena.

 

Per tre venerdì consecutivi questo cortile della vecchia Milano, circondato dalle tipiche case di ringhiera, si trasformerà in un piccolo teatro all’aperto per un aperitivo con autore.

Nei primi due appuntamenti saranno  gli autori e attori Virgilio Patarini e Elena Guerrini a presentare rispettivamente “Diario di un pazzo” e “Vie delle donne”.

Nel primo caso l’artista milanese rivisita in chiave prêt à porter un suo vecchio “cavallo di battaglia” con cui ha debuttato in teatro vent’anni fa, proprio a Milano in zona navigli, al Teatro Libero, e tratto dall’omonimo racconto di Gogol. Nel secondo caso l’attrice e autrice maremmana presenta il suo nuovo lavoro, un vero e proprio work in progress tra autobiografia e narrazione delle vicende di alcune emblematiche figure di donne.

Per il terzo appuntamento sarà la volta del cantautore ferrarese Enrico Cipollini che presenterà il suo ultimo album acustico intitolato “Stubborn Hill”: una raccolta di ballate in inglese tra country, folk e blues.

La durata delle performance varierà tra i 30 e i 40’; l’ingresso al cortile è libero e il Bar la Darsena effettuerà in un angolo del cortile servizio bar. Prima e dopo le performance sarà possibile visitare gli atelier che circondano la corte e che resteranno aperti per l’occasione fino alle ore 22.

 

Qui di seguito il calendario della rassegna. A seguire una breve scheda di presentazione di ciascuno dei tre eventi e relativi protagonisti. In allegato foto dei protagonisti in scena.

 

un venerdì da cortile

Aperi-Show sul Naviglio Grande

Teatro / Musica / Arte / Modernariato / Abbigliamento / Home Decor e Servizio Bar

 

Venerdì 8 giugno 2018, ore 19,30:

diario di un pazzo

Dall’omonimo racconto di N. Gogol

Di e con Virgilio Patarini (Durata 35’ circa, offerta libera)

 

Venerdì 15 giugno 2018, ore 19,30:

Cercando un titolo:

vie  delle donne, poche e quasi tutte sante

Di e con Elena Guerrini (Durata 40’ circa, offerta libera)

 

Venerdì 22 giugno 2018, ore 19,30:

Presentazione dell’Album:

stubborn hill

Di e con Enrico Cipollini (chitarra e voce, durata 40’ circa)

 

 

diario di un pazzo

Dall’omonimo racconto di N. Gogol

Di e con Virgilio Patarini (Durata 35’ circa, offerta libera)

 

Un breve monologo teatrale che narra le tragicomiche e surreali vicende di un povero ed oscuro impiegatuccio, insulso ingranaggio della burocrazia zarista, “follemente” innamorato della figlia del suo direttore. Amore ovviamente non corrisposto e reso impossibile dalle distanze e nette divisioni tra le classi sociali di allora, e che darà il via ad una serie di “follie” da parte del protagonista e di situazioni assurde e rocambolesche, inclusa la decifrazione della corrispondenza epistolare tra due graziose… cagnette, e fino ad un epilogo giustamente e trionfalmente megalomane.

Una versione “bonsai”, per non dire da “intramuscolo” di quel “Diario di un pazzo” tratto da Gogol che vide debuttare Virgilio Patarini come regista e attore protagonista al Teatro Libero di Milano vent’anni fa, dopo un esordio folgorante come giovanissimo drammaturgo pluripremiato alcuni anni prima. Questa versione in forma di breve monologo è stata presentata negli ultimissimi anni in vari contesti extra teatrali e rassegne, parallelamente all’attività di artista visivo e di curatore di mostre del protagonista: in palazzi rinascimentali come Palazzo della Racchetta a Ferrara (Ferrara Art Festival 2014), in gallerie d’arte come la Muef Art Gallery di Roma nel 2016, la Galleria ItinerArte di Venezia nel 2017 (Rassegna “Aspettando la Biennale”), lo Spazio Barche 14 di Vicenza (Festival Gli Stati della Mente) nel 2018, o in altre location inusuali e suggestive come I Sentieri dell’Eden a Serina (BG) nel 2016.

VIRGILIO PATARINI (Breno, 1967) è autore eclettico: pittore, scrittore, regista teatrale, critico e curatore di mostre d'arte contemporanea... Altrettanto articolata e variegata è stata la sua formazione: dopo il Liceo Classico e Lettere Classiche a Milano, è passato al DAMS di Bologna. Contemporaneamente è stato allievo di Kuniaki Ida a Milano (Teatro), e poi di Arnaldo Picchi (Istituzioni di Regia) e Renato Barilli (Arte Contemporanea) a Bologna.

Come autore teatrale tra il 1992 e il 1993 suoi testi (Ivan e il maestro, Tutta colpa di Ponzio Pilato, Vuoti di scena) sono stati premiati al Premio Ugo Betti, al Premio Vallecorsi e al Premio IDI Autori Nuovi. Come regista teatrale ha al suo attivo la messa in scena di numerosi spettacoli da “Il diario di un pazzo”, da Gogol, a Milano al Teatro Libero nel 2000 fino a "Variazioni su Saffo" a Ferrara, nel 2015 al Palazzo Racchetta. Ha inoltre ideato, organizzato e diretto festivals (Russkij Festival a Milano, nel 2000, 2001 e 2003; Ferrara Art Festival nel 2014, 2015, 2016; Piacenza Art Festival, 2014) e rassegne teatrali e/o multidisciplinari.

Per leggere una nota biografica più completa: https://www.virgiliopatarini.com/nota-biografica/

 

Cercando un titolo:

vie  delle donne, poche e quasi tutte sante

Di e con Elena Guerrini (Durata 40’ circa, offerta libera)

 

In questa performance Elena Guerrini ci dona un autoritratto dell’artista, invitandoci nel suo studio, caotico e creativo. Attraverso la sua arte del narrare, cercando sempre nuovi linguaggi e mezzi espressivi, parte dal personale per riversarsi sul politico e sul collettivo e viceversa. L’opera d’arte è il pubblico che partecipa  e di cui l’artista non può fare a meno.  

In questa forma di drammaturgia l’opera è sottratta al teatro e trae il suo nutrimento dall’ andare ad esibirsi nelle case, nelle gallerie d’arte, nei negozi di parruchiere, e li’ creare un vero dialogo con il pubblico che partecipa e finanzia l’evento tramite una simpatica e giocosa raccolta.

“Cercando un titolo” non si finisce mai di costruire, come Tecla, la città invisibile di Italo Calvino, è sempre un cantiere, un work in progress. In questa specie di metateatro, intenso racconto nel racconto in una continua co- creazione con il pubblico, Elena Guerrini mette a nudo la parte più intima del suo lavoro: la prova, il training del corpo, la scaletta, l’elaborazione del racconto, la regia. La semiotica di un giorno di prova che si fa drammaturgia composita, grazie alla forza pura della parola e degli errori, consente allo spettatore di connettersi con il magma emozionale che sta al centro del lavoro creativo.

Tre le storie raccontate: quella di Santa Marina, di Alfonsina Strada, e di Giuseppina Pizzigoni, donne a cui dedicare le vie. Ma anche la costellazione  familiare  delle donne della sua famigiia …

ELENA GUERRINI Elena Guerrini si è laureata al Dams di Bologna in “Metodologia della critica dello spettacolo” e ha una formazione attorica solida che si snoda attraverso la partecipazione a numerosi laboratori e stage di grandi maestri del teatro: Leo De Berardinis, Marco Baliani, Thierry Salmon, Danio Manfredini, Marco Paolini, Judith Malina, Gregory Glady, Yoshi Oida, Luca Ronconi, Gabriella Bartolomei, Wim Vandekeybus, Pippo Delbono, Dario Fo e Franca Rame.

Esordisce nel 1994, lavorando con Teatro Valdoca, con cui collaborerà anche l’anno successivo. Poi, per dieci anni (dal 1996 al 2006), collabora stabilmente, sia in teatro che al cinema con Pippo Del Bono.

Dal 2007 scrive e produce monologhi di teatro civile che narra come una cantastorie del terzo millennio sia in Italia. Tra gli altri ricordiamo il monologo “Orti insorti. In giardino con Pasolini, Calvino e il mi’ nonno contadino” del 2008 e “Bella tutta! I miei grassi giorni felici” del 2010, da cui, nel 2012, l’autrice ha tratto un romanzo pubblicato da Garzanti.

Ha  partecipato a numerosi film di autori italiani e stranieri: Pupi Avati (Il testimone dello sposo), Pappi Corsicato (I vesuviani), Giuseppe Bertolucci (Il dolce rumore della vita), Paolo Virzì (La pazza gioia) e altri.

Dice di lei Franco Contu, dell’Università di Siviglia: “Tra le attrici/autrici eredi di Franca Rame, definiamo affabulatrice chi intende il teatro come seduzione, attrazione emotiva verso il tema politico e civile di cui si vuol parlare. Tra costoro, importantissima è Elena Guerrini. Formatasi con un percorso non canonico (fuori dalle accademie), propone un teatro fortemente alternativo: nei temi, di critica politica e sociale; nelle forme, con spettacoli anche brevissimi recitati per un solo spettatore per volta, cui si chiede di raccontare qualcosa di sé (invertendo il rapporto attore/spettatore); nei luoghi, prevalentemente non teatrali; nell’economia, sostituendo il pagamento del biglietto col baratto. Una sovversione sistematica di ogni canone”.

 

stubborn hill

Di e con Enrico Cipollini (chitarra e voce, durata 40’ circa)

 

Dopo diverse esperienze con band come Underground Railroad, Free Jam e Violassenzio, si assiste qui ad un ritorno di Cipollini alle radici del songwriting quasi interamente acustico, dalle influenze folk, country e blues. Nato quasi per gioco come un EP da regalare agli amici Stubborn Will si è trasformato in un vero e proprio album molto velocemente,  al passo con l’attività live che ha visto Enrico ottenere subito ottimi riscontri (Karel Music Expo di Cagliari, apertura di diversi concerti per Hollis Brown, Paolo Bonfanti, Veronica Sbergia, Pulp Dogs, Laura Crisci etc.). All’interno del disco i brani si snodano fra quelli più minimali a quelli “full band” dove Enrico si è avvalso della collaborazione di ottimi musicisti come Chiara Giacobbe al violino e voce, Iarin Munari alla batteria,  Roberto Catani al basso e Andrea Franchi al violoncello, un viaggio diviso in 13 tappe attraverso generi e stili diversi.

ENRICO CIPOLLINI Chitarrista, cantante e autore per diverse band come UNDERGROUND RAILROAD, FREE JAM e VIOLASSENZIO. Ha di recente intrapreso un progetto solista acustico con il quale ha ultimato il suo primo disco intitolato Stubborn Will, uscito nel luglio 2016. La sua musica è principalmente radicata nel folk, nel blues e nel country. In questa veste ha già ottenuto diversi riscontri positivi aprendo i concerti per diversi artisti fra cui Pulp Dogs (con Vince Pastano e Antonello D’Urso), Paolo Bonfanti, la cantautrice americana Laura Crisci, la band statunitense Hollis Brown e altri. Nell’Agosto del 2015 ha svolto anche alcuni concerti a Londra in diversi locali tra cui the Alley Cated è inoltre stato invitato all’edizione 2015 del festival internazionale Karel Music Expo di Cagliari tenutasi ad Ottobre. Sempre nel 2015 si è aggiudicato il concorso organizzato dal Music Academy di Bologna, guadagnandosi il diritto di suonare a Londra nel prestigioso locale the Bedford il 19 Novembre.   Suona e scrive brani originali anche nelle band di cui fa parte Underground Railroad e Free Jamspaziando dal rock blues al funk. Con queste band si è esibito per due volte al prestigioso Pistoia Blues Festival oltre a numerosi club e manifestazioni (Imola in Musica, Ferrara Buskers Festival, Naima).

 Nel corso degli anni ha aperto i concerti e talvolta suonato con Nine Below Zero, Tolo Marton, Andy J. Forest, The BluesMen, The Mogsy, Barefoot, James Monque’d, Jono Manson, Mandolin Brothers, Laura Crisci, Paolo Bonfanti, Vince Pastano, Antonello D’Urso, Pulp Dogs, Hollis Brown e altri.